Il dibattito pubblico sul referendum in materia di giustizia impone una riflessione seria, concreta e soprattutto orientata ai bisogni reali dei cittadini. dei lavoratori e delle imprese.
In un contesto già segnato da profonde criticità del sistema giudiziario, la posizione che riteniamo più coerente con la tutela dei diritti e con l’interesse collettivo è quella di respingere il quesito referendario.
Dire NO significa lanciare un messaggio forte e inequivocabile alla classe dirigente: I cittadini non Referendum sulla giustizia: perché dire NO è una scelta a favore dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese.
Il dibattito pubblico sul referendum in materia di giustizia impone una riflessione seria, concreta e soprattutto orientata ai bisogni reali dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese.
In un contesto già segnato da profonde criticità del sistema giudiziario, la posizione che riteniamo più coerente con la tutela dei diritti e con l’interesse collettivo è quella di respingere il quesito referendario.
Dire NO significa lanciare un messaggio forte e inequivocabile alla classe dirigente: I cittadini non hanno bisogno di interventi parziali o ideologici, bensì di una riforma organica della giustizia che sia in grado di funzionare davvero.
Il vero problema è la lentezza dei procedimenti. Inaccettabile che un processo civile di primo grado possa durare, se va bene, cinque anni, un tempo incompatibile con qualsiasi principio di equità e di tutela effettiva dei diritti. Per un lavoratore, per un’impresa, per una famiglia, attendere anni per una sentenza significa spesso rinunciare alla giustizia stessa.
In questo contesto, il referendum non incide su ciò che realmente conta. Non riduce i tempi dei processi, non migliora l’organizzazione degli uffici giudiziari, non rafforza l’accesso alla giustizia per i cittadini più fragili.
Dal punto di vista sindacale, la questione è ancora più evidente. La giustizia è un pilastro fondamentale per la tutela del lavoro. Tempi certi e decisioni rapide sono essenziali per garantire diritti, contratti, sicurezza e dignità ai lavoratori. Una giustizia inefficiente penalizza soprattutto chi ha meno strumenti per difendersi.
I cittadini che dicono NO mandano un chiaro messaggio alla politica. Un messaggio con il quale chiedono investimenti in personale, digitalizzazione, organizzazione e semplificazione delle procedure. Una giustizia rapida ed efficace contribuirà in modo significativo alla crescita economica, con effetti positivi sul PIL che possono arrivare fino a 2-3 punti percentuali nel medio periodo. Una giustizia che funziona attrae investimenti, riduce l’incertezza e rafforza la fiducia nel sistema Paese (molti giovani non sarebbero costretti ad emigrare per lavorare).
Dire NO al referendum non è una scelta conservativa, ma una presa di posizione responsabile. È un invito a non accontentarsi di soluzioni insufficienti e a pretendere invece una giustizia che risponda davvero ai bisogni dei cittadini.
Il NO è oggi la scelta più coerente con l’interesse generale.
Immagine FREEPICK
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